Cinque Terre, Italia

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22.8.2017

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Importante! Tutte le voci che riguardano il limite delle visite dei visitatori alle Cinque Terre nel 2017 sono false! Annunciamo ufficialmente che il parco è aperto al pubblico senza nessuna restrizione.

Visitare - La strada dei Santuari

La strada dei Santuari - Cinque Terre

Vicino a ogni borgo di Cinque Terre si trova il suo Santuario. Questo sentiero è una traversata lunga e faticosa che li collega. Per la sua lunghezza, è preferibile percorrere l'itinerario in bicicletta, mountain-bike o cavallo, tuttavia, poiché esso incontra diversi sentieri trasversali (3a, 6d, 7, 7b, 8, 9), alcuni suoi tratti possono costituire frazioni di itinerari ad anello che congiungono i borghi sul mare a questi cinque centri di mezza costa dedicati dagli abitanti alla Madonna. A est il percorso si allaccia al Colle del Telegrafo con il sentiero 1 e da lì a Portovenere e al Golfo della Spezia. Dai sagrati e da altri punti si possono godere splendidi panorami, ma l'itinerario fornisce soprattutto l'opportunità per un raccoglimento spirituale, coniugando i temi della religiosità con quelli della natura e della storia. Proprio nei pressi di questi santuari oltre mille anni fa si trovavano i nuclei originari delle Cinque Terre, borghi di contadini che dominavano il mare da una certa distanza, forse per rispetto, ma più probabilmente per paura delle incursioni e delle barbarie.

Riomaggiore - Santuario di Nostra Signora di Montenero
Il Santuario si può raggiungere a piedi salendo da Riomaggiore con sentiero 3a, oppure con una comoda monorotaia dalla strada provinciale delle Cinque Terre. Raggiungere il santuario in carrozza o a cavallo è un'altra affascinante opportunità; in questo caso il punto di partenza è a Case Pianca presso Volastra sopra Manarola, dove è un centro equestre.
Anche se l'aspetto attuale deriva da una ristrutturazione eseguita nel 1847, le origini del Santuario di Nostra Signora di Montenero risalgono al 1335, ma si tramanda che fosse già presente nell'VIII secolo sostituisce un'immagine più antica, ormai perduta. Si narra infatti che una preziosa icona bizantina fosse stata qui sotterrata affinchè non cadesse in mano agli infedeli e che fosse stata ritrovata solo cento anni dopo, con lo sgorgare di una sorgente, per essere poi perduta per sempre. Il Santuario è in uno dei luoghi più belli della costa ligure, con un piazzale da quale si gode uno splendido panorama.

Manarola - Santuario di Nostra Signora della Salute
Il Santuario, dedicato in precedenza a San Lorenzo, ha una chiara impronta romanica e risale al X-XI secolo. La sua struttura è molto semplice, con una sola navata; la facciata a blocchi di pietra ben squadrati è ornata di archetti pensili sottotetto, un piccolo rilievo zoomorfo, una bifora gotica e un portale ogivale con esili colonnine in arenaria. L'interno, modificato più volte, conserva uno splendido trittico su tela a fondo oro del XIV secolo raffigurante S. Lorenzo, con S. Domenico e S. Giovanni Battista.

Corniglia - Santuario di Nostra Signora delle Grazie
Fu edificato agli inizi del XIX secolo a San Bernardino in sostituzione di una cappella del quattrocento fatta erigere, secondo la traduzione, dal santo senese che predicò a lungo in queste terre. All'interno si conserva un dipinto della Madonna con Bambino, originariamente raffigurata tra San Bernardo da Chiaravalle e San Bernardino da Siena, poi tagliata: oggi la tela della Madonna, incontrata nel 1874, è collocata sopra l'altare, mentre due ovali alle pareti rappresentano i santi. Si narra che gli abitanti di Corniglia avessero deciso di sostituire il quadro scolorito con una statua, ma entrambi nella chiesa per mettere in pratica la loro scelta, l'avessero trovato con vivaci colori completamente rinnovati. Dal piazzale si ha una bella vista su Corniglia e sulla spiaggia di Guvano.

Vernazza - Santuario di Nostra Signora di Reggio
Il Santuario sorge su un antichissimo luogo di sepoltura e di culto; il nome richiama il termine reggia (roggia) e si riferisce alla bellissima sorgente che vi sgorga. L'edificio, citato già nel 1248, conserva una lapide che ricorda la sua costruzione nel 1293; alcuni ritengono comunque che fosse stato eretto nell’XI secolo sopra una grande cripta (ora inaccessibile) e ristrutturato nel XIV. La chiesa incorpora uno slanciato campanile ed ha una pianta a croce latina derivata da una precedente impostazione basilicale con tre navate. La facciata, semplice, presenta un timpano con decorazioni atipiche. Dal XVII secolo, all'interno è venerata un'immagine della Madonna che la leggenda attribuisce a San Luca, ma che in realtà è stata dipinta nel trecento da artisti della scuola genovese. Il piazzale del Santuario è contornato da splendidi e secolari alberi di sofore, ippocastani, abeti, cedri, tighi, cipressi e lecci e offre uno scorcio panoramico su Vernazza.

Monterosso - Santuario di Nostra Signora di Soviore
Autobus da Monterosso porta fino al Santuario, il prezzo è compreso in Cinque Terre CARD.
Soviore sorge nei pressi dell'antico nucleo di Albareto, oggi scomparso, che fu forse all'origine di Monterosso. Il toponimo deriva chiaramente dal latino subvioris e significa "sotto la via". Il Santuario di Nostra Signora di Saviore è uno dei più vecchi d'Italia: è citato nel 1225, ma si tramanda che già nel 996 Ottone III, diretto a Roma per essere incoronato imperatore, vi avesse sostato. Si racconta inoltre che il primo tempio fosse stato eretto in seguito a un segno divino: un sacerdote avrebbe visto scomparire una bianca colomba in un muro privo di aperture, sorto improvvisamente nel bosco; rimosse alcune pietre, egli avrebbe rinvenuto una statuetta della Vergine. Per accogliere questa, fu costruita una prima Cappelletta, ma, per evitare razzie, la statua fu poi trasportata nella vicina Albareto, da dove sarebbe sparita ai tempi della invasione del re longobardo Rotari che mise a ferro e fuoco il villaggio. L'edificio attuale è il frutto di ripetuti restauri e modificazioni; presenta un bel portale trecentesco con bassorilievo marmoreo; all'interno sono una statua lignea della Pietrà databile al XV secolo e una pala d'altare seicentesca con l'Adorazione dei pastori e santi, opera di G.B. Carlone. Il campanile presenta bifore e feritoie ornate con colonnine e capitelli di marmo bianco. Nel 1348, in occasione della epidemia di peste nera, il santuario fu adibito a lazzaretto; successivamente assunse grande importanza come meta di pellegrini. Importante è la foresteria, iniziata nel XVIII secolo e attualmente rinnovata con alloggi e ristorante; splendida è la vista dal sagrato, nelle giornate più serene, sino alle Alpi.

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